giovedì 1 maggio 2008

Intervista a Giulio Brusori

Di seguito si riporta il testo integrale dell'intervista al coordinatore di Grignasco Giulio Brusori fatta da Roberto Leggero, blog PD di Novara


Tu sei molto giovane Giulio. Come hai incominciato a interessarti di politica?
Il mio avvicinamento alla politica è stato il frutto di due circostanze: essere cresciuto in una famiglia di sinistra, sensibile ai problemi della gente, e aver vissuto in un paese dalle radici antifasciste. Avevo poco più di dieci anni quando ho cominciato a lavorare alla "Festa de L’Unità di Grignasco"; per me è stata una vera scuola di vita, stimolante e formativa. Lavorare intensamente e con entusiasmo al fianco di persone, giovani e meno giovani, allo scopo puro e semplice di costruire qualcosa di importante e di far star bene altre persone, mi ha insegnato, ancor prima dei programmi e dei comizi, cosa volesse dire essere di sinistra. Allo stesso tempo, ho sempre guardato con molto interesse e rispetto al mondo cattolico, da cui ho tratto importanti insegnamenti. Dall’insieme di queste esperienze è scaturita la nomina a coordinatore del circolo locale del Pd. E questo con tutti i timori e le incertezze che il più delle volte caratterizzano le mie scelte. Di una cosa, però, ero e sono sicuro: della validità dei valori in cui credo e che stanno alla base del nuovo partito a cui ho aderito.

Quali ritieni che siano le caratteristiche più importanti del tuo territorio dal punto di vista politico?
La caratteristica più importante del mio territorio, e con questo non intendo solo Grignasco, ma l’insieme dei comuni che formano la Bassa Valsesia, credo sia quella di avere una profonda vocazione antifascista, nata nella Resistenza. Ciò ha fatto sì che per anni a partire dal dopoguerra nella nostra zona si siano avvicendate parecchie maggioranze di sinistra, con amministratori illuminati (cito Marcella Balconi per tutti) che hanno saputo gestire con efficacia le risorse e le potenzialità del territorio. Le divisioni interne alla sinistra – queste, credo, più che la venuta di una destra in grado di avanzare proposte valide – hanno portato a una graduale quanto inesorabile perdita di terreno da parte della stessa. Per ritengo questo che solo attraverso il Pd, un partito nuovo, progressista e vicino ai problemi della gente, sia possibile per le forze di centro-sinistra tornare a presidiare in maniera significativa i comuni della Bassa Valsesia.

Il Pd a Grignasco è il primo partito. Quali sono state le iniziative che hanno contato di più per farvi raggiungere un buon risultato in termini di voti nelle ultime elezioni politiche?
Il buon risultato ottenuto a Grignasco dal PD credo sia dovuto principalmente a una cosa: in campagna elettorale i Grignaschesi hanno visto impegnarsi molti uomini, donne e ragazzi; li hanno visti numerosi e carichi di entusiasmo. Li hanno visti parlare con la gente, fare volantinaggio, allestire gazebo, organizzare eventi (quello con Fassino, in particolare), ritrovarsi di frequente nella sede del circolo. Si sono resi conto di come il partito non sia nuovo solamente a parole, ma lo sia nelle facce, nelle proposte e nella comunicazione. A tutto ciò, ovviamente, va aggiunto quanto di buono negli anni è stato fatto sul territorio dai partiti che sono confluiti nel Pd.

Come si è organizzato e quali iniziative si propone di attuare nel prossimo futuro il circolo di Grignasco che tu coordini?
L’organizzazione del circolo è sicuramente la sfida più importante che abbiamo di fronte. A tal proposito, ci siamo resi conto che se vogliamo incrementare il buon risultato ottenuto dobbiamo lavorare principalmente in due direzioni: l’elaborazione di proposte concrete e il radicamento sul territorio. Per fare questo abbiamo creato quattro gruppi di studio/lavoro che sono già operativi: il primo si occupa dell’azione politica del circolo; il secondo ne sviluppa l’azione locale, così da arrivare a una proposta concreta per le amministrative 2009; il terzo si dedica agli aspetti legati alla comunicazione (volantini, manifesti, comunicati, etc); il quarto si concentra sulle fonti di finanziamento. A quest’ultimo proposito, il circolo Pd di Grignasco è subentrato ai DS nella gestione del Parco Vinzio, struttura che vanta più di 25 anni di attività nel campo delle feste di partito; oltre al pranzo del Primo maggio sono già in calendario due feste estive. Con questi appuntamenti il circolo intende coniugare l’attività politica al piacere della convivialità.

Come mai la scelta di creare dei gruppi di lavoro? Non sarebbe stato meglio decidere attraverso un'unica assemblea?
La scelta di creare dei gruppi di lavoro è venuta dalla considerazione (mia e di altri membri del coordinamento) di quanto sia difficile, in alcuni casi, prendere delle decisioni condivise in tempi ragionevoli. E questo non perché nell’ambito delle riunioni del circolo i presenti non abbiano un fine comune, ma semplicemente perché gli incontri, ispirati alla massima apertura, libertà e democrazia, favoriscono il confronto e la discussione, talvolta a discapito dell’operatività. I gruppi di lavoro, pur conservando una vocazione partecipativa, sono per natura più operativi e focalizzati. Sono convinto che l’eterogeneità di posizioni e di personalità cui poc’anzi facevo riferimento mi aiuterà a consolidare la mia formazione e la mia ancora limitata esperienza alla luce dello svolgimento della funzione che mi attende.

L’anno prossimo a Grignasco ci sono le elezioni amministrative. Come vi state preparando a questo appuntamento?
Nel 2004 la lista “Grignasco Comunità Aperta”, ispirata ai valori del centro sinistra, ha perso il comune per un centinaio di voti. In questi anni i suoi componenti hanno lavorato con impegno e profitto nel difficile compito di contrapporsi costruttivamente a chi è al governo del comune, e i 1.038 consensi raccolti dal partito credo siano anche una dimostrazione chiara del riconoscimento del loro lavoro. Il circolo del Pd si prepara a lavorare all’elaborazione di una proposta concreta per le amministrative 2009; in quest’attività, circolo e lista devono lavorare in parallelo, sulla base di un legame che non è partitico, ma politico e ideologico, come ha recentemente dichiarato anche Ruggero Bacchetta, capolista di Grignasco Comunità Aperta.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Propongo di fare le primarie per scegliere il candidato sindaco e la lista:
dai movimenti in corso si capisce che i soliti noti vogliono rimanere in prima fila e questo non è bene!
largo ai giovani o perlomeno nuovi!