mercoledì 4 giugno 2014

APPELLO DEL SEGRETARIO DEL CIRCOLO.

Il Segretario del Circolo PD, in carica in regime di proroga, come deliberato dal congresso del novembre scorso, ha inviato una lettera ai giornali locali a commento delle elezioni del 25 maggio. Dopo alcune considerazioni generali sul brillante risultato nazionale e regionale del partito, ha affrontato la situazione del Circolo. Da prima considerando che le elezioni per il Comune, che tanta discussione hanno suscitato in casa nostra per l'assenza di una lista di riferimento, forse ci hanno risparmiato una ulteriore delusione, poi concludendo con un appello, che riportiamo integralmente: "...lancio un appello, alto e forte, alle donne, agli uomini, ai giovani, sensibili alla nostra parte (siamo 1.072 a Grignasco, no!) a partecipare attivamente alla vita del Circolo. Gli organismi, come è noto, sono in regime di proroga, dobbiamo andare a Congresso per eleggerne di nuovi. Quasi tutti quelli che si sono impegnati finora, ai quali va il ringraziamento mio e di ogni persona sinceramente affezionata al PD, non possono essere il futuro. Deve prendere il campo una generazione nuova. Questo è il momento. Di questo Partito Democratico dalla dimensione inclusiva che le urne del 25 maggio ci hanno consegnato. Questa partecipazione è la sola che, dispiegandosi, ci consentirà di essere protagonisti tra cinque anni.... Enrico Zanolini.". Su questa strada e con questo obiettivo si muoverà il Circolo nel futuro prossimo.

martedì 27 maggio 2014

25 MAGGIO 2014. L'ITALIA S'E' DESTA!

Incredibili risultati, sul fronte italiano, dalle urne europee del 25 maggio! Siamo sinceri: nessuno, sotto nessun cielo, se li aspettava così. Nella storia della Repubblica mai un partito da solo aveva oltrepassato la soglia del 40%. Nessuno mai aveva avuto un balzo in avanti, da una tornata elettorale alla successiva, del 15%! E' successo al PD! Analizziamo, con calma, anche se l'euforia incalza. Il dato principale di queste elezioni è che la peggior Italia immaginabile, quella che ci saremmo ritrovati se avesse vinto lo s-fascista Grillo, è solennemente battuta! I Cinque Stelle per bene (ce ne saranno in grado di affrancarsi dallo strillone e dagli inguardabili allievi che appaiono in Tv a recitarci le lezioncine sulla buona politica, no!) meditino profondamente, così da trasformare anche loro la rabbia inutile in speranza. E invitino il loro leader, che qualora avesse vinto voleva dimissionare tutti, da Napolitano in giù, ad andarsene fuori dalle palle adesso, così che la dignità che imputa sempre mancare agli altri dimostri ora di possederla lui! Poi il Centro Destra. Si attesta, con le tre anime principali, al 25%. Se saprà liberarsi dal piombo di Berlusconi è una forza di cui un Paese che vuole andare avanti ha bisogno. I primi vagiti di una collaborazione costruttiva li stiamo notando nel Governo in carica. La Lega Nord. Patetico Salvini. Ha preso metà dei voti di cinque anni fa ma gli basta un 2% in più delle politiche 2013 per credersi ancora vivo e lanciarsi pancia a terra con le sue nostalgie sul ritorno alla Lira e la disumanità del rifiuto delle navi della disperazione al largo della Sicilia. Poveraccio! SEL. Supera lo sbarramento ed entra in Europa. Buona notizia. Si può non sempre condividere Vendola, ma come negargli una corposa dignità morale e politica! Un paese che vuole andare avanti non può prescinderne. Nel governo dell'Europa, la sperabile collaborazione tra popolari e socialisti, con il PD primo partito di questo schieramento, dovrebbe favorire un processo che senza rinunciare ad un sano rigore, perché no, di stampo tedesco, inneschi più stimoli per  crescita, lavoro e giustizia sociale, così da rendere gradevole e popolare l'idea del Continente unito, avvicinarlo alla gente, rigettando i fermenti antieuropei in crescita, e che, all'apice,  hanno consegnato il Paese della Rivoluzione, della libertè, dell'egalitè, della fraternitè, in mano alla destra peggiore. Resterebbe da dire qualcosa su Renzi. Ma, come promesso in occasione del varo del suo governo, aspettiamo i cento giorni fatidici.
Regione Piemonte. Bis del trend nazionale. Chiamparino saprà certamente ridare dignità ad una terra massacrata da...tracotanza.
Grignasco. Abbiamo registrato un discreto sconcerto per la mancata presentazione di una lista con valori riferibili alle nostre idee e alla nostra tradizione. Credano sinceramente i nostri 1.072 elettori di domenica: siamo noi i primi dispiaciuti. Aggiungo però due considerazioni. La prima: di tutti gli enormi rischi che correvamo in queste elezioni, quello di non governare Grignasco era di gran lunga il minore. Immaginate con che animo avremmo tenuto Grignasco con l'Italia.... in mano a Grillo. La seconda: la politica o è partecipazione o non è! Dunque i delusi trasformino la rabbia in speranza e si avvicinino all'attività del Circolo, aiutino a ricostruirlo, a ringiovanirlo, così da prepararsi per la prossima volta: mica la vita finisce qui. Con una avvertenza suprema: si accettano solo quelli che hanno sincero desiderio di dare una mano e di collaborare fattivamente. Chi si ingegna sempre a insegnare come si fa, facendo poi però poco o niente, si astenga. Abbiamo già dato...Risultati: riconferma della Amministrazione uscente. Tranquilli. Peggio non può fare.

martedì 6 maggio 2014

25 MAGGIO 2014: ALLE URNE.
 
Domenica 25 maggio importante tornata elettorale. Tre i fronti interessati: elezioni Europee, poi per il Governo del Piemonte ed infine per i sindaci di centinaia di Comuni, Grignasco compreso. Vediamo, partendo proprio da quest'ultimo livello, che più direttamente ci riguarda.
 
Per Grignasco. Due le liste in campo. Quella allestita dall'amministrazione uscente, che ripropone sindaco Beatrice e "Grignasco delle idee" che candida a sindaco Luca Pettinato. Non è schierata alcuna lista promossa o riferita a posizioni progressiste di centro sinistra. Questo ovviamente ci chiama in causa, al di la del fatto che abbia suscitato scalpore e sorpresa. La ragione è, in realtà, semplice e lineare, almeno dal nostro osservatorio: non si sono cioè create le condizioni per promuovere una iniziativa simile, che potesse essere all'altezza del compito. Vediamo, con ordine.
 
Come Circolo PD abbiamo inizialmente promosso tre riunioni, convocando ogni volta più di una sessantina di persone, vicine ai nostri valori e alle nostre sensibilità, per valutare eventuali adesioni al progetto, soprattutto facce nuove, soprattutto giovani. La risposta è stata francamente modesta ma infine si è giunti alla costituzione di un gruppo di otto persone con l'incarico di verificare, sondando in ogni direzione compatibile, la possibilità di costituire una lista civica, cioè che prescindesse dalla adesione ad un partito, come è sempre stato nella tradizione di Grignasco e, in genere, dei piccoli Comuni. Da quel momento, siamo al 26 febbraio, il Circolo PD è uscito dalla vicenda, pur contando tre suoi componenti nel gruppo degli otto.
 
I numerosi contatti, le riunioni, intercorsi, hanno prodotto qualche buona idea dal punto di vista dell'individuazione di spunti programmatici, ma si sono dimostrati assai inconcludenti dal punto di vista dell'individuazione di un candidato sindaco autorevole, rappresentativo, e, contestualmente, di un valido nucleo di collaboratori diretti e di esperienza, elementi indispensabili per governare seriamente un paese di 5.000 abitanti, tanto più Grignasco, considerato lo stato in cui si trova, anche per la sostanziale inconcludenza della amministrazione uscente.
 
L'ipotesi meno debole, tra quelle affacciatesi, si è alla lunga infranta proprio per un eccesso di defezioni importanti e significative, più che per le riserve sollevate da alcuni sulla figura del candidato sindaco individuato.
 
L'ipotesi estrema, di fare una lista comunque, anche se di profilo basso, tanto "per battere un colpo", non è stata ritenuta dai più compatibile con una logica di buona politica, seriamente connessa cioè al concetto di servizio, supportata da passione ed entusiasmo, elementi indispensabili per garantire che l'interesse per la cosa pubblica non sia considerato un lavoro e, dunque, conseguentemente, un affare. Di politica vissuta come affare , o fatta tanto per fare, ne abbiamo già a sufficienza. Ed è esattamente quello che la scredita, anche se spesso gli italiani, nel tentativo di rimediare, cadono dalla padella nella brace.
 
Questo deficit di partecipazione, male del nostro tempo, è la vera questione da porre al centro per avere prospettiva. Anche per il nostro Circolo, che come è noto è in regime di proroga degli organismi, in attesa di nuovo Congresso. C'è, nella gente, nei giovani, un giustificato atteggiamento critico e accusatorio nei confronti della politica e della gestione della cosa pubblica, ma al momento di assumersi responsabilità dirette, in prima persona, per cambiare, allora troppo spesso si ha...altro da fare. Così però rischiamo seriamente di tenerci i politici, e la politica, che abbiamo. 
 
Per il Piemonte. C'è poco da dire. Bisogna rilanciare la Regione, dopo la squalificante gestione Lega/Cota, anzitempo conclusa per...truffa! E Sergio Chiamparino, uomo PD ma candidato Presidente di tutte le forze progressiste, non dimenticato sindaco del capoluogo, è certamente persona all'altezza. Candidati PD per la Circoscrizione Provincia di Novara, tra cui esprimere la preferenza, possibile nella elezione Regionale, sono Augusto Ferrari, Hassan Pagano e Domenico Rossi.
 
Per le Europee. Sosteniamo convintamente il PD. Sia per mandare un incoraggiamento allo sforzo prodotto dal Partito sul fronte interno con le iniziali mosse del Governo Renzi, che si accinge a compiere i fatidici primi cento giorni, ma soprattutto  per affrancare il processo di integrazione continentale contro gli inquietanti populismi che avanzano per contrastarlo. (In)degnamente rappresentati in Italia principalmente da una assottigliata Lega (sarà proprio per un disperato bisogno di consensi che sempre più alza i toni e sostiene le cose più incredibili su Euro e immigrazione) e lo straripante Grillo, per il quale sono tutti coglioni o ladri, tranne lui ovviamente (e il Papa, col quale, per ora almeno, non ha ancora polemizzato).  E che i suoi non contestino eh, se no....a casa! A proposito di Primo Levi, da poco inopinatamente parafrasato proprio da Grillo, c'è proprio da suggerire: "considerate se questo è un uomo". Particolare non trascurabile: sono tutte donne le cinque candidate capolista PD nelle cinque Circoscrizioni nazionali individuate per le elezioni europee. Un bel segno di rinnovamento.

sabato 22 febbraio 2014


RENZI VARA IL NUOVO GOVERNO.
Matteo Renzi ha sciolto ieri pomeriggio la riserva con la quale aveva accettato l'incarico dal Capo dello Stato ed ha presentato il suo Governo. Lunedì alle Camere, per programma e fiducia. Lo sostengono PD, NCD, UDC, SCELTA CIVICA, e qualche altra stellina vagante della galassia politica. All'opposizione FORZA ITALIA (costruttiva, pro riforme, ha detto Berlusconi), la sinistra, la destra, quel che resta della Lega, e M5S, ovviamente. Ovviamente perché quelli non fanno mai niente di politicamente utile (chiunque abbia votato o simpatizzi per costoro, speriamo sia rimasto inorridito innanzi l'ennesima performance del loro capo durante l'incontro con Renzi, regolarmente trasmesso in streaming, perché il bello del capo è che non ha mai vergogna di se stesso e manifesta con imperturbabile disinvoltura tutto il peggio che rappresenta con assoluto candore. Solo che quando lo faceva da comico almeno faceva ridere, un po'. Per la cronaca: qualche mal di pancia interno al movimento sembrerebbe manifestarsi, ma pare già scattata la gogna dell'insetto-capo....). Da segnalare, nel PD, il gruppo di Pippo Civati che sta valutando in queste ore se confermare il no  a Renzi, annunciato al direttivo del Partito il giorno della sfiducia a Letta. Confermassero il no, potrebbe esserci un addio del gruppo al PD. Dunque una maggioranza un po' labile per un governo che, giustamente, vorrebbe arrivare alla fine della legislatura (2018). Ma veniamo alla composizione dell' Esecutivo. Presidente del Consiglio Renzi, il più giovane di sempre. Sedici ministri. Metà donne. Diversi volti nuovi, speriamo competenti. Età media intorno ai quarant'anni. Giusta passione. Sostegno convinto di Napolitano alla scommessa. Insomma: o ce la fanno questi, che sta cosa l'han voluta senza guardare in faccia a nessuno, o povera Italia! Vediamo come navigano, son pur sempre.... in una palude. Cento giorni, ne riparliamo dopo i fatidici primi cento giorni! Ripetiamo: auguri Matteo, e non per portare sfiga.

martedì 18 febbraio 2014

RENZI INCARICATO DI FORMARE IL GOVERNO.
 
Il Capo dello Stato ha incaricato Matteo Renzi di formare il nuovo Governo. Il Segretario del PD ha accettato con riserva. Da prassi. E' singolare la parabola di questo uomo. Quindici mesi fa ha perso le primarie, nettamente, a favore di Bersani. Ha dichiarato fedeltà a chi lo aveva battuto. Alla prima occasione (elezione Presidente della Repubblica) non ha seguito le indicazioni della Segreteria ed ha affossato proprio Bersani. Poi ha sostenuto Letta, dicendone bene e non contestando l'atteggiamento del PD verso il suo Governo. Poi, oramai senza avversari, ha vinto le primarie per la Segreteria del PD, continuando a sostenere Letta, pur incalzandolo. Ora, mentre qualche timido risultato l'azione del Governo Letta sembrava produrlo, lo fa saltare per fare lui il Presidente del Consiglio. Ha dichiarato, uscendo dall'incontro con Napolitano, che farà: entro febbraio la riforma elettorale, entro marzo quella del lavoro, entro aprile quella della Pubblica Amministrazione e per maggio il fisco. Del 2014, ovviamente. Ci sovvengono, con preoccupata ansia, le celebri parole del Re Sole, Luigi XIV (di Governo se ne intendeva, regnò dall'età di 5 anni alla morte, avvenuta che ne aveva 77): "E' l'impazienza della vittoria che garantisce la sconfitta". Ora il paradosso è questo: molti, nel PD, non apprezzano i sistemi arrembanti e poco ortodossi con cui Renzi ha salito i gradini dei vari palazzi; ma nel contempo sono costretti, più o meno sommessamente, fare il tifo per lui. Perché se salta, salta il PD e il campo del centro sinistra (se ce n'è ancora uno) si disintegra. A tutto vantaggio di Grillo, eversivo, e Berlusconi, immortale, oltre che immorale, come si sa oramai benissimo. Dunque delle due l'una: o Renzi gioca questo burraco sapendo di avere, per ogni mano, a disposizione un sacco di pinelle e di jolly, oppure è uno sprovveduto e son cavoli amari: per lui, e di questo in fondo potrebbe anche importarci poco, ma soprattutto, e questo si che sarebbe davvero peggio, per l'agonizzante Bel Paese. Auguri Matteo.....

martedì 14 gennaio 2014

LA SENTENZA DEL TAR PIEMONTE. COTA PRESIDENTE GRAZIE AD UNA TRUFFA ELETTORALE.

La recente sentenza del TAR Piemonte, che riconosce in via definitiva la truffa elettorale con la quale Cota è diventato Presidente della Regione a scapito di Mercedes Bresso e per la quale ci sono già state due condanne in sede penale,  di fatto invalida le elezioni di quattro anni fa. Se ce ne saranno delle altre non è dato sapere.... Cota grida alla cospirazione ed alla fine della democrazia. Ovvio, ha buoni maestri. Due considerazioni soltanto. La prima: dopo le storie legate alla famiglia Bossi, quest'altra vicenda ancor di più pone fine alla storia della Lega Nord. Ora è acclarato: una forza politica ed un gruppo di persone che, barricati al comodo riparo di idee accattivanti ma confuse, peregrine, caricaturali, non di rado ilari, tanto quanto le innumerevoli trovate messe in atto in vent'anni di esistenza per  dimostrare  di essere vivi, ha unicamente contribuito ad allargare il fosso che separa il Paese dalla buona politica. Tempo perso a rincorrere il vento, senza risolvere alcunché, però ammorbando l'aria assai. Addirittura giungendo, quando l'inganno non era ancora evidente, ad ottenere la fiducia di tre/quattro milioni di elettori. Perché noi italians siam fatti così: a nessuno che urla e dice cazzate neghiamo simpatia.....La seconda: se per annullare elezioni truffate ci vogliono quattro anni di tempo, in pratica l'intero periodo previsto per la legislatura che, dunque, ottenuta surrettiziamente, è stata poi però di fatto governata da coloro cui non competeva, siamo veramente al paradosso! Di più, alla burla.  
Ma nessuno se ne adonti, siamo in Italia no.......? 

domenica 5 gennaio 2014

FORZA PIER LUIGI!

In queste ore Pier Luigi Bersani è sotto i ferri all'ospedale di Parma, colpito in giornata da  emorragia cerebrale, un problema serio. All'indimenticato leader del Partito Democratico un abbraccio tanto forte da sospingerlo... oltre la malattia, tanto da restituirci integra la sua intelligenza e forza. Quanto alla  levatura morale, quella non andrà persa comunque!  Forza Pier Luigi, siamo con te!
2013: UN UOMO SOLO AL COMANDO.....

Con il consueto pienone al Parco Vinzio e grazie all'altrettanto consueta disponibilità di decine di volontari, abbiamo salutato l'anno che se ne è andato e quello appena giunto. Un anno sciatto, quello trascorso, per il Paese e per la politica, PD compreso. Tuttavia una  cosa da salvare senz'altro c'è. La ricordo prendendo a prestito la celebre frase con la quale il giornalista sportivo Mario Ferretti, il 12 giugno 1949, aprì la radiocronaca della terzultima tappa del Giro d'Italia, la Cuneo - Pinerolo, che Coppi vinse dopo 192 chilometri di fuga solitaria scollinando cinque gran premi della montagna posti in vetta ad altrettante salite memorabili: "un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco celeste, il suo nome è Fausto Coppi". Per l'Italia, e forse il mondo, appena martoriati dalla più terribile guerra mai combattuta dagli umani, fu un segno di forza e speranza, contro ogni ostacolo.
Oggi abbiamo solo un altro uomo solo al comando, che tramanda, intatta, quell'invincibilità. E' Papa Francesco, un uomo che trasforma. Con disarmante semplicità, commovente umanità, linguaggio e gesti assimilabili come Parabole. Ri-avvicinando così Dio all'uomo e l'uomo a Dio, la  simbiosi che spiega e coniuga, infine, l'immensità dell'Universo con la dimensione minima ma creatrice, di ciascuna donna e ciascun uomo, animati o meno dalla fede. Poco o tanto che duri, lascerà tracce indelebili, e questo è tipico di ogni uomo solo al comando. P.S. Un pensiero grato anche al Presidente Napolitano, al comando suo malgrado.  La...Giovine Italia!

mercoledì 11 dicembre 2013

PERCHE' NON CE LA FAREMO MAI. UNO, DUE E TRE.
 
PERCHE' NON CE LA FAREMO MAI, UNO.
Emendamento chiarificatore al Disegno di Legge di Stabilità (rintracciabile sul sito del Senato della Repubblica). Proposta di modifica n.10.266 al DDL n.120, Collina, Del Barba. Dopo il comma 41 aggiungere il seguente, 41 bis. All'articolo 37, comma 7, del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il secondo periodo è sostituito dal seguente: "I consorzi di cui all'articolo 34, comma 1, lettera b), sono tenuti ad indicare, in sede di offerta, per quali consorziati il consorzio concorre o i consorzi consorziati e relativi consorziati il consorzio concorre; a questi è fatto divieto di partecipare, in qualsiasi altra forma, alla medesima gara; in caso di violazione sono esclusi dalla gara sia i consorzi sia i consorziati; in caso di inosservanza di tale divieto si applica l'articolo 353 del Codice Penale".
 
PERCHE' NON CE LA FAREMO MAI, DUE.
Convegno "La legalità fiscale Italiana, asimmetrie e convergenze con l'Europa" organizzato dall'Agenzia delle Entrate di Roma. Si stima che il sistema, radicato e diffuso, di evasione fiscale in Italia sottragga allo Stato circa 130 miliardi di euro all'anno.

PERCHE' NON CE LA FAREMO MAI, TRE.
La notizia riguarda Sangalli, azienda del settore raccolta rifiuti, che rastrella 260 milioni di euro di appalti pagando centinaia di migliaia di euro a politici e funzionari. Ne sono finiti in carcere 14, altri 12 ai domiciliari, 15 con l'obbligo di dimora. Indagine in capo alla Procura di Monza, Pubblici Ministeri Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo. Considerazioni di un coinvolto, intercettato nel corso dell'indagine: "la soluzione è una sola, lo disse tanti anni fa Signorile, del PSI,: inutile che ci stiamo tutti a prendere in giro, legalizziamo le tangenti...io ti do lavoro e tu paghi..."

lunedì 9 dicembre 2013

PRIMARIE PD: MATTEO RENZI NUOVO SEGRETARIO NAZIONALE. BUON ANDAMENTO DEL VOTO ANCHE A GRIGNASCO.
 
Al termine delle elezioni primarie tenutesi ieri, 8 dicembre, Matteo Renzi è risultato eletto nuovo Segretario Nazionale del PD in luogo di Guglielmo Epifani. Renzi ha ottenuto quasi il 70% dei consensi degli oltre 2.500.000 elettori che si sono recati ai seggi. Ha tenuto un discorso in cui ha promesso di....cambiare davvero.  Una ovvietà per chiunque assuma un incarico, tanto più di tale spessore. Ci speriamo proprio però, visto che gli altri due recenti cambiamenti della politica italiana han portato alla ribalta: 1) Alfano, che abbandonando l'oramai impresentabile, persino per loro, Berlusconi ha costituito il Nuovo Centro Destra, e 2) Salvini, ex fans di Bossi, pure lui abbandonato da tutti, tanto più dopo il rinvio a giudizio dei giorni scorsi per le incredibili e, per certi versi, esilaranti vicende truffaldine che hanno coinvolto lui e la famiglia, eletto nuovo Segretario della Lega Nord sabato 7 dicembre, al termine di misteriose primarie. Dunque l'augurio a Renzi, ma ancor di più per noi, è che non sia pure il suo il trionfo dell'apparenza, incontrastata dominatrice del mediocre scorcio d'era che ci tocca di vivere. Nota conclusiva su Grignasco: han votato 226 persone; un calo del 10,6% rispetto l'anno scorso, che era però una competizione elettorale di coalizione, con SEL e altri. Renzi ha avuto 141 voti (62%), Cuperlo 53 (23%) e Civati 32 (15%).